Nel fine anno avvilito, srotolo il cuore cercando l’orizzonte senza ombre, la vita è un labirinto, sento il suono delle ore, solo la quiete mi consola.
Due alberi maestosi lì poco lontano mi danno sostegno, su un ramo c’è una poiana stanca riposa come una stella, la guardo, fragile è il nostro capirci. L’aria lucida di gelo accarezza le onde del lago e addormenta la pelle. Ascolto la voce del silenzio, solo la natura ha parole nella notte, legge i miei pensieri, ostinato ragiona l’orologio con il tempo angosciato.
Terra e cielo fra poco si libereranno del mantello nero e il giorno riprenderà il cammino, lo seguirò confidando nell’orizzonte.

Sulfureo…
Sono le prime ore di questo 2012,
ed io sono qui perché sei nei miei pensieri e ho voglia di abbracciarti forte.
Un bacio.