Vie di Nizza
Lì, tra i viottoli di Nizza
in ombra, battuti dal vento,
che danno al mare,
ho cercato di parlarti,
parole mute, sbarrate,
celano il mio delicato ardire.
Maledetto
il mio non esprimerti,
dentro ho un canto.
Io e te, soli,
a ritroso ci addentriamo,
su davanzali, fiori,
are d’amore, dove
puoi ballare con la luna
e inebriarti di sapori
d’antico mercato.
Vaga l’anima mia, adagiata
tra nebbie d’angoscia,
dalle finestre, voci allegre,
grida, perfino echi,
io con la purezza
del linguaggio distrutta.
Tu mi guardi,
i tuoi occhi
e l’ingenuo pallore
mi raddolciscono.
Saperti vicina,
tolgo l’anima al demonio
perché ora, ti conosco
ho temuto di tacere.
La fine del calle
c’è il mare.
