Abitare il proprio confine

Abitare il proprio confine

dove null’altro c’è

soli nel vasto silenzio 

giocare con voce d’elfo

tutto assurdamente

è rapido e assordante

solo ciò che persiste

nel tempo induce alla vita

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Il parvenu della politica, la genuflessione è la sua specialità

Oggi il nostro Presidente del Consiglio ha rilasciato una dichiarazione sui fatti della Syria. Una dichiarazione da perfetto parvenu della politica dove ha espresso i contenuti tipici di una velina della ambasciata USA, nessuna riflessione, una totale incapacità di analisi e di comprensione della situazione. Al nostro piccolo leader è parso giusto l’agire degli USA al di fuori di ogni mandato dell’ONU e contro ogni diritto internazionale. Nessuno vuol proteggere Assad, ma per agire, occorreva approfondire le responsabilità del dittatore, solo pochi mesi fa ad Aleppo chi ha usato armi chimiche contro i civili erano stati i ribelli filoccidentali e una settimana fa ad uccidere 150 civili a Mosul in Iraq erano stai i bombardamenti degli alleati occidentali con gli USA in testa.

Non si può sottacere la grave responsabilità degli USA di aver finanziato gruppi di ribelli terroristi in funzione anti Assad e di aver liberato il Califfo quando era prigioniero in Iraq sempre in funzione anti Assad. Queste sono responsabilità gravi che hanno gli USA e i loro lacchè europei.

La doppiezza della politica estera europea è insopportabile e sta portando l’Europa ad un declino totale oltre che ad essere campo e obiettivo dei terroristi islamici.

Del resto in Europa abbiamo dirigenti codardi e genuflessi capaci di allinearsi senza mai chiedersi perché abbiamo così gravi atti di terrorismo. Nessuna riflessione, nessun dubbio dai nostri piccoli dirigenti, intanto chi ne paga le conseguenze sono le popolazioni del Medioriente e dell’Europa.

Piccoli uomini: Juncker, Merkl, Hollande, incapaci e vanitosi che gestiscono da genuflessi il potere.

Ascoltando E. Grieg

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   Più volte, eseguito da diversi interpreti, ho ascoltato il Concerto per piano e orchestra op 16 di E. Grieg, ma solo le esecuzioni di A.Rubinstein e E. Gilels riescono a darmi una profonda e intima sensazione di sublime.

Un qualcosa che parte dal dettaglio per raggiungere un insieme di chiarezza, una scansione del ritmo, un suono spogliato, denudato, che raggiunge una purezza estetica unica e assoluta.

Nelle loro esecuzioni c’è la bellezza del suono, la ricchezza del colore, la morbidezza onirica, il maestoso e poetico nello stesso tempo, solidità e raffinatezza nel fraseggio senza eccessi ridondanti. Una penetrante interiorità, una musicalità lucida, sobria, un’immensa espressività, una lettura matura e complessiva che solo due grandi artisti come Rubinstein e Gilels hanno saputo lasciarci in eredità.