Bravi i portuali di Trieste

Condivido appieno la lotta dei portuali di Trieste. L’atteggiamento di questo governo dove i lavoratori che non hanno il Green pass devono pagarsi il tampone è una cosa assurda e deplorevole. Qualche ciarlatano ministro di questo governo Draghi ci spieghi perché i tamponi in Germania costano solo 0,75 e da noi 8 Euro e in alcuni casi addirittura 15 Euro.

In Italia si deve pagare per avere il diritto inalienabile e riconosciuto dalla costituzione di lavorare. Sono una persona vaccinata, ma difendo la libertà individuale in un paese dove lo Stato priva la libertà di scelta.

Tutte le categorie di lavoratori dovrebbero seguire l’esempio dei portuali di Trieste per mettere il governo Draghi davanti alle proprie responsabilità.

Terra nuda*

In una notte buia

la terra nuda

cantò baci di luna

Nel gheriglio dei seni

acceso fu l’eco di carne

La voglia assassina

graffiò la pelle

impiccata fu così

l’innocenza dei fianchi

Perseo tagliò le catene

Andromeda fu libera

L’urlo rubato dalle dita

tra le onde del ventre

morì nel fuoco di madreperla

Libere allora furono

le vene incatenate

Primi freddi d’autunno

Nei primi freddi d’autunno c’è tutto l’affetto della natura, l’amore delle cose che trovi nel mutare delle stagioni. Un viaggio, una danza della memoria, un respiro che riabbraccia le radici del tempo. Il lago, deposte le illusioni estive, gioca con le onde, sugli scogli ha urla leggere e carezze d’arena. L’inquietudine del vento sfida il sole al tramonto, al di là dei vetri, la fragilità dell’aria assorta calma le contrade. I ciottolati stanchi di calpestii, invocano riposo, una luce frivola lascia cadere il suo sguardo innocente sulle prime foglie ingiallite. La voce della sera ancora mite attenua il silenzio delle parole ferite, di chiacchiere inutili e presuntuose, cosi ritrovata la quiete, il lago gentile sussurra parole dolci alla terra, in questo lento rincorrersi sta la bellezza genuina della vita.

L’ipocrisia umanitaria dell’occidente

Dopo il tracollo della presenza militare in Afghanistan e la drammatica situazione umanitaria creatasi, i media occidentali e quelli italiani in prima linea evidenziano il ruolo buono dei Marines e dei soldati Nato, ci commoviamo dinanzi a continui servizi e immagini drammatiche, ora siamo tutti protesi all’aiuto, disponibili ad alleviare le sofferenze.

Siamo davvero degli ipocriti, gli stessi soldati, gli stessi politici occidentali che hanno voluto vent’anni di guerra assurda, gli stessi che hanno fatto 71 mila morti tra i civili afghani nei raid aerei.

Un disastro umanitario

Sui media occidentali, compresi quelli italiani, si parla di disastro umanitario in Afghanistan, l’avanzata dei talebani è descritta nella sua crudezza, ma pochi si chiedono il perché di questo disastro. Sembra a tutti che sia capitato per caso, dove a parte i talebani nessuno ha colpe, un succedersi di eventi quasi inevitabile. Dinanzi a tanta miopia e falsità interpretativa non mi incazzo più di tanto, molto meno di 20 anni fa, quando contraddicendo la nostra Costituzione, siamo andati con pochissimi distinguo a iniziare una guerra folle per esportare democrazia in un paese già al limite della povertà e della miseria. Vent’anni di guerra, di bombe, di ONG, che in taluni casi, anziché aiutare si arricchivano con i fondi umanitari, di funzionari burocrati dell’Onu, di intrallazzi vergognosi con capi tribù o politici corrotti più attenti a commerci illeciti che al bene della popolazione. Vent’anni di occupazione militare, di governi fantocci, di odio e di violenze non potevano produrre altro che questa debacle occidentale degli Usa, della Nato e di chi ora piange lacrime di coccodrillo, ma allora fu d’accordo nel scegliere la strategia falsa della guerra umanitaria.

Oggi è un disastro difficilmente controllabile, le ingenti spese per la guerra ( 8 miliardi e 700 mln x l’Italia) fossero state spese per costruire anziché distruggere,  fossero state usate per dare un minimo di benessere alla popolazione non saremmo arrivati a questo dramma.

Qualcuno dei soloni che pensano di governare il mondo a loro piacimento, dovrebbe riflettere e cambiare rotta, proprio là dove ci sono altre guerre umanitarie che da decenni si trascinano senza un motivo reale. Le guerre umanitarie per esportare la democrazia, le sanzioni economiche unilaterali, nella realtà quotidiana, pesano sulle condizioni di vita di popoli innocenti e producono catastrofi disumane come in Afghanistan.

Cercando luce nel buio

Quante notti passate 

cercando luce nel buio, 

andando incontro all’alba

con gli occhi rivolti al cielo. 

Ascoltare il sudore della pelle 

pensando al dolce orizzonte 

che gioca con i riflessi del lago.

Parole sparse in un labirinto

cercano un significato sconosciuto. 

Il fragore di pensieri rivela intime cose, 

poi una voce conosciuta chiama, 

l’aurora rosava il cielo, 

chissà se la sua luce durerà tutto il giorno.

Afghanistan: il fallimento dell’occidente

20 anni di assurda guerra, ora sotto gli occhi di tutti sta il fallimento totale dell’occidente: degli USA e della Nato. E’ finita l’assurda pretesa di dominare con la scusa vergognosa di esportare la democrazia, delle guerre per ragioni umanitarie e dei bombardamenti intelligenti.

I governi italiani di destra e di sinistra hanno partecipato, sostenuto e acclamato questo disastro umanitario.

L’Italia ha speso 8 miliardi e 700 milioni per questa guerra, abbiamo avuto 53 morti e 700 feriti, per cosa?

Qualcuno dei soloni della politica italiana ha il coraggio di spiegarcelo.

Sembra quasi un’alba

Soli con cielo, terra e acqua, ascoltiamo la voce del silenzio.

Il suo bisbigliare tra le fronde, la sua leggerezza nel sfiorare le onde, i reverberi di luce. È il piacere assoluto, dimenticare la disarmante disumanità quotidiana.

I passeri parlottano veloci, l’acqua dà il ritmo di vita delle ore. L’uomo cammina solo

tra l’erba umida dei pensieri, assorto, anche il tramonto ha speranza, sembra quasi

un’alba..

Roberto Calasso

Oggi è deceduto Roberto Calasso, una notizia che accolgo con profonda tristezza.

La sua casa editrice Adelphi assieme alla Giulio Einaudi ha scandito le mie letture, con lui muore un grande intellettuale, soprattutto un modo di fare e intendere cultura. Spero si conservi quella peculiarità, quel timbro umanistico di fare e proporre letteratura, perché oggi dinanzi al consumismo, all’avidità, si sacrifica ogni aspetto culturale.

Il silenzio dei fiori

Ricordo il tuo bacio, la mia carezza

sulle tue calde guance e tuoi occhi,

velati da un sorriso melanconico.

La tua voce sommessa, 

strozzata da imbarazzo,

io fulminato, senza parola,

incidevo già la tua assenza.

Pochi passi, gesti sobri

già tu eri lontana.

Io, pensavo al domani,

quando con il silenzio dei fiori

avrei tentato di svelarti ciò che 

non sono mai riuscito a dirti.

%

I remember your kiss, my caress

on your warm cheeks and your eyes,

veiled by a melancholy smile.

Your soft voice,

strangled by embarrassment,

I electrocuted, speechless,

I already affected your absence.

A few steps, sober gestures

you were already far away.

I, I thought about tomorrow,

when with the silence of the flowers

I would have tried to reveal to you what

I have never been able to tell you

L’EMA una organizzazione tecnocrate autoreferenziale

San Marino con una popolazione di 34mila abitanti ha raggiunto la quota del 70% della popolazione vaccinata con doppia dose, confermando di aver raggiunto l’immunità di gregge. 

Nel 90% dei casi la vaccinazione è avvenuta con il vaccino Sputnik , il siero russo che l’EMA e l’AIFA non hanno ancora approvato, la stragrande maggioranza dei cittadini di San Marino non potrà avere il Green pass.

Se c’era ancora qualche dubbio sulla scelta ideologica vergognosa dell’Europa nel favorire i vaccini Usa e Inglesi a discapito delle ragioni sanitarie ora è evidente.

L’EMA una di quelle istituzioni tecnocrati autoreferenziali discrimina  i vaccini di fabbricazione non occidentali a discapito di qualsiasi valutazione scientifica e razionale. La logica discriminatoria ha origini ideologiche e politiche, tende a favorire gli interessi delle multinazionali farmaceutiche, anziché la sicurezza sanitaria della gente.

Da mesi l’EMA promette di emettere l’autorizzazione, ma i suoi componenti sono al soldo delle migliori aziende di ricerca occidentali e quindi ritardano qualsiasi decisione.

Organismi che sfuggono ad ogni controllo democratico, che paventando criteri scientifici, agiscono con scopi puramente politici e di speculazione finanziaria.

Il business  dei vaccini sta arricchendo certe multinazionali a discapito dei popoli. L’EMA proprio agire discriminatorio sta diventando sempre meno credibile, il suo operare è sempre meno trasparente e ingiustificabile.