Da che Pulpito: Draghi

Nel resto del mondo il fascino di ricette e regimi illiberali si diffonde, a piccoli passi si rientra nella storia. E’ per questo che il nostro progetto europeo è oggi ancora più importante. E’ solo continuandone il progresso, liberandosi le energie individuali ma anche privilegiando l’ equità sociale che lo salveremo attraverso le nostre democrazie ma nell’unità di intenti“, ha detto il presidente della Bce ricevendo un Phd Honoris Causa dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. 

Draghi pronuncia queste parole e sorvola sul fatto che lui è uno dei massimi esponenti di istituzioni oligarchiche e antidemocratiche mai eletti da nessun popolo e che con il loro potere sovranazionale che risponde solo agli interessi delle multinazionali finanziarie e speculative stanno uccidendo le democrazie occidentali.

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Abitare il proprio confine

Abitare il proprio confine

dove null’altro c’è

soli nel vasto silenzio

ascoltare il proprio elfo

giocare con voce d’ombra

Tutto è assurdamente

rapido e assordante

solo ciò che persiste nel tempo

induce alla vita

Lo scopo di una vita

L’egoismo e la mancanza di capacità di credere nei giovani tolgono il futuro. Io non sono più giovane e proprio per questo il mio impegno e interesse è quello di dare possibilità e spazio ai giovani. Un anziano che non sa fare questo, il passaggio di generazione, ha fallito lo scopo della sua vita. Dare continuità al genero umano, alla sua storia, alla conoscenza e al sapere significa innanzitutto sapersi aprire e promuovere i giovani. Oggi ciò che mi rattrista è la prepotenza, l’arroganza dei vecchi, l’incapacità di capire che tutto ha una fine e non si può sacrificare la vita altrui e il futuro dei giovani per il proprio egoismo e la propria ottusità. Vivere la terza età con serenità vedendo il crescere e aiutando i giovani a prendere responsabilità è la soddisfazione più appagante, è lo scopo di una vita davvero vissuta fino in fondo.

L’EUROPA? Basta con chi per ingordigia e potere ha distrutto i valori dell’Europa

Forse l’Europa non ha capito che a sei, sette mesi dalle elezioni europee è il popolo italiano e il governo dell’Italia che bocciano questi dirigenti corrotti dell’Europa.

Hanno finito di imporre austerità e sacrifici alle popolazioni per far arricchire Banche e multinazionali della speculazione finanziaria. Questa Europa attuale non corrisponde ai bisogni e agli interessi delle classi popolari, di chi lavora, siamo diretti da persone che hanno distrutto per ingordigia e potere i valori dell’Europa dei popoli.

A maggio quando dovremmo votare bisogna ricordarsi che quei partiti al potere che hanno distrutto i valori di un’Europa unita che hanno governato favorendo la finanza a scapito dei bisogni della gente vanno sconfitti, è un’occasione storica alla portata di chi lavora e vuol battere il parassitismo e la burocrazia.

L’alba è quasi in cielo

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Jack Vettriano

… una luce tenue già dà vita al lago, è l’alba. La voce, rauca delle onde del lago, sussurra nel silenzio; attorno la terra e il cielo sonnecchiano ancora, lontano l’orizzonte prende fuoco tra le sagome nere degli alberi. Ti sto aspettando dopo una notte insonne a sarchiare il nulla, annaspando tra il sapore della tua pelle e il desiderio errante da fiore a fiore. Il dentro, lo sento, cammina nel vuoto. Il tempo scorre senza fretta come l’acqua della fontana, lì vicino mi vieni incontro, hai passi decisi, chissà cosa pensi. Non so cantare la bellezza che hai, sobria, fresca, sto in silenzio a guardarti. Tu t’arresti, m’aspetti,  con un gesto tenero mi abbracci, so che mi accetti così come sono. Disarmato nell’animo, mi spoglio di ogni residuo d’orgoglio, tocco l’impalpabile leggerezza, ti rubo un piccolo bacio innocente, le tue labbra mi trafiggono dentro.

Due passi insieme e siamo seduti dinanzi a una tazza di caffè. Ti guardo ancora e tu sorridi, le tue labbra maliziose e allegre mi bruciano, la tua sensualità mi rode, non so dire che parole mute, incomprese, rumori nel silenzio. Amo il tuo profumo, amo tutto ciò che sei, fuori aldilà dei vetri c’è un volo di stormi, lasciano il canneto come speranze finalmente libere.

L’alba è quasi in cielo, tu e io di nuovo insieme, il silenzio ci dà respiro, incrociamo gli sguardi e sappiamo che nulla ci è proibito.