Il fluire del duende

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Ascolti le sei sonate per violoncello e piano di Beethoven e ritrovi la sensibilità perduta, rigeneri la purezza d’animo isolandoti in un giardino d’armonia. Il violoncello esprime un suono grave e armonico, se poi a suonarlo è J. Du Prè allora comprendi quando un artista ha nelle vene il “duende”.

Di sicuro il duende non è per tutti, è una virtù rara, magica di estrema sensibilità e naturalezza, è quella brama in cerca del profondo, dell’oltre dove si crea il sogno. E’ qualcosa di innato che non si ripete come le raffiche del vento di una tempesta. Suoni limpidi, impetuosi, vulcanici, di tenerissima intimità, sono diamanti in una notte coccolata dalle stelle più belle. E’ il sapore inconfutabile, un fluido inafferrabile, un incanto stupendo, misterioso, che dà sobrietà alla bellezza più sontuosa.

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UN EUROPA SEMPRE ALLA DERIVA

Finalmente la Catalogna ha deciso per l’indipendenza, un popolo ha diritto sacrosanto di decidere il proprio destino. Non c’è legge ne costituzione che possa democraticamente impedire a un popolo di decidere il proprio futuro.

L’Europa degli avventurieri finanziari, l’Europa dei vassalli e dei genuflessi che chiede democrazia agli altri, sta dalla parte più retriva e franchista della Spagna.

Questa Europa non rappresenta più gli interessi dei cittadini e dei popoli liberi, sempre più chiusa in logiche di potere e di chiusura politica.

Prima si uccide questa europa di prepotenti che non riconosce la volontà dei propri cittadini meglio è per il futuro dei popoli europei.

Come un fiume

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Come una voce dimenticata, una luce accesa

di pura bellezza parli alla notte;

ammansito l’ira, incatenato al mio destino,

accorto ti ascolto, sono io che ti aspetto.

Come un fiume in piena, dalle onde libere

mi trascini giù, senza appigli, senza un perché,

vieni non ho fatiche  stanchezza

nella cava dell’incertezza, ancora ti aspetto,

fai in fretta portami via da qui. 

 

 

 

UN’ EUROPA SEMPRE PIU’ COMPLICE DEL FRANCHISMO E IPOCRITA

A sentire i massimi dirigenti europei la questione CATALANA è un problema interno alla Spagna.

Ma come quando si è trattato del Kossovo, della Crimea, erano problemi europei, ora davanti alla vergognosa repressione dell’apparato franchista di Madrid che impedisce ad un popolo di esprimere la propria volontà, si dice che è una questione interna alla Spagna.

Questa è un’ Europa codina e ipocrita che si sta sfilacciando per l’incapacità dei suoi dirigenti di affrontare i veri bisogni della sua popolazione.

L’EUROPA DEI CRIMINALI FINANZIARI QUESTA EUROPA E’ UNA VERGOGNA

Un’Europa diretta da criminali che proteggono la speculazione finanziaria sta a guardare i dirigenti franchisti spagnoli che massacrano la democrazia impedendo alla gente di Catalogna di votare liberamente.

Hanno voluto elezioni libere in Kossovo, le hanno permesse in Scozia, pretendono di dare lezioni di democrazia al mondo ma impediscono libere elezioni in Catalogna.

Il popolo Catalano ha il diritto di esprimere la propria volontà, negarla con la violenza come stanno facendo i fascisti di MADRID è un agire da criminali.

Il macellaio di turno è il franchista MARIANO RAJOY un politico dalle mani sporche.

L’Europa dice di essere democratica e non sa isolare i tentativi di autoritarismo in Spagna.

QUESTA NON E’ L’EUROPA DEI POPOLI, MA DEI POTENTATI FINANZIARI E SPECULATIVI, CHE SOSTENGONO AUTORITARISMI E FASCISMI ANTISTORICI COME QUELLO DI MADRID.

L’EUROPA DI OGGI E’ UN GRUPPO DI POTERE AUTORITARIO CHE STA SOTTOMETTENDO GLI INTERESSI DI INTERI POPOLI AGLI INTERESSI DELL LOBBY.