Il piegarsi d’acqua in onde

Jack Vettriano

Amo il piegarsi

d’acqua in onde,

il suo sbadigliar di schiuma

alla luce dei lampioni.

Il ventre delle calli,

dove giovani amanti

bruciano i fianchi,

strozzano l’urlo afono

delle audaci carni.

Amo questa terra

a me vicina,

l’odore lacustre misto

al fieno dei campi,

l’incerta attesa di una barca

mai partita.

Amo i gelsi

dalle more carnose,

amo sognare l’infinito.

Amo questa terra

dalle zolle nude e indurite

le sue mani ruvide e scarnite

la sua cruda dolcezza

mai assopita.

Amo questa terra

dal sapore di donna.

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ISRAELE STATO ASSASSINO

LO STATO D’ISRAELE  E’ UNO STATO ASSASSINO.

Basta, finiamola di assecondare i piagnistei di uno stato delinquente, che non ha nessun rispetto per la vita umana

da troppi anni Israele ricatta l’occidente e L’Europa e si comporta da vero stato terrorista vanificando ogni tentativo di pace.

L’ONU sarebbe ora che prenda decise sanzioni contro questo stato canaglia.

Se potessi

Se potessi

ammorbidire le ombre nascoste

mutare il sibilo del vento

tagliare le abitudini sperperate

nell’intento di capire l’impossibile

So che il girasole matura al sole

ignaro schiuma l’ultimo dubbio

torcendo certezze

nell’attesa scruto il vuoto

nel suo fondo non c’è paura

che non abbia radici

Arrossisco ancora

spiegandomi l’ignoto

Che bella gente

AMNESTY  CONDANNA  L’ ITALIA

Troppi abusi della polizia

I casi :

–  brutalità a Bolzaneto

–  il pestaggio e la morte del ragazzo Aldovrandi a Ferrara

–  la morte di Sandri

–  il pestaggio di Bonsu a Parma

–  la morte di Cucchi

–  l’accanimento senza alcun motivo nei confronti del ragazzo sullo scooter di Roma

Questi non sono casi banali ne tanto meno circoscritti, è grave che chi dovrebbe tutelare l’ordine pubblico finisca per eccedere senza motivo

Questo modo violento di operare da parte di parecchi agenti della Polizia di Stato dimostrano che ancora c’è un forte ritardo culturale nei dirigenti e nelle alte sfere delle nostre forze dell’ordine nel capire come si deve operare in uno stato moderno, democratico e civile.

Altro che indignarsi per le critiche, sig Manganelli, capo della Polizia, quelli che si devono indignare siamo noi cittadini dinanzi a fatti inqualificabili come questi.

Nessuno mette sullo stesso piano i violenti con chi rischia la propria vita per gli altri, ma non si può sottacere che alcuni agenti si comportano più da sceriffi violenti che da uomini atti a tutelare l’ordine e la vita dei cittadini.

Per battere la delinquenza, la criminalità ci vuole una Polizia professionale, intelligente e di forte spirito democratico, non degli sceriffi violenti.

Di questa Polizia c’è solo da vergognarsi

Ragazzo picchiato da Polizia a Roma.

Dopo i casi di Aldrovandi di Ferrara, di Cucchi a Roma, del G8 a Genova si continua da parte di componenti della Polizia di Stato ad abusare del proprio ruolo.

A Roma, mentre nello stadio si giocava Inter-Roma, fuori nella zona circostante un ragazzo con un amico su uno scooter veniva picchiato senza un reale motivo da agenti della polizia.

Ancora una volta dobbiamo assistere ( per fortuna c’è un video e dei testimoni) a un pestaggio vergognoso, abbiamo dei poliziotti che si sentono SCERIFFI  più che agenti di uno stato democratico.

Cosa dire poi della nota rilasciata al riguardo dalla Questura di Roma: ” Procederemo a verificare con scrupolo e massima trasparenza l’esatta dinamica degli eventi, non potendosi tollerare eccessi ed abusi che, qualora commessi, saranno, oltre che penalmente perseguiti, anche disciplinarmente sanzionati”.

Quello che i cittadini  vorrebbero in uno stato democratico e civile è che ci fosse maggior cultura e buon senso da parte di chi dovrebbe tutelare l’ordine pubblico e soprattutto che le verifiche fossero fatte sugli uomini a disposizione,  sulle loro qualità professionali e attitudinali, prima che capitino tali incidenti vergognosi, purtroppo si ha una viva impressione che la cultura dominante all’interno della Polizia di Stato sia quella del bullismo, della spavalderia e della violenza  che sono agli antipodi dei valori di una Polizia preparata, capace ed efficiente.

Angoli di luce

Che lungo cammino, decenni per viaggiare tra colli e valli puntando l’orizzonte.

Ascoltare, suoni gravi e acuti, grida e sussurri trattenendo il fiato per un’infinità di cose.

Nascondere il vento del malumore e carpire il sorriso del sole,

sognare l’aria del lago aperto quando non c’era, mangiare il silenzio dei monti tra il vociare inutile e scomposto di tanti,

guardare il cielo di notte e rubare le stelle con il bisogno negli occhi,

pensare che l’amore avrebbe sistemato ogni cosa.

Capire con stupore che frammenti di verità erano nelle parole afone dei sordomuti

e che le schegge dei loro muti silenzi erano doni meravigliosi.

Accecato come Polifemo nella caverna buia della vita

afferrare che non è con l’apparenza che si colma il vuoto.

La vita, il suo assurdo bisogno di viverla.