Ascoltando Rachmaninov e ….

 

….Rachmaninov – Rhapsody on a theme of Paganini 18th variation

 

Che lungo cammino, decenni per viaggiare tra colli e valli puntando l’orizzonte.

Ascoltare, suoni gravi e acuti, grida e sussurri trattenendo il fiato per un’infinità di cose.

Lontano udire l’amabile musica, rapsodia di Rachmaninov e le sue variazioni,  fermarsi sulla 18° e ascoltare, ancora ascoltare, senza sforzo il ritmo, il colore del timbro, le sonorità profonde, i vuoti improvvisi, sentire che il tutto penetra e scuote l’animo.

Nascondere il vento del malumore e carpire il sorriso del sole, sognare l’aria del lago aperto, mangiare il silenzio dei monti tra il vociare inutile e scomposto di tanti, guardare il cielo di notte e rubare le stelle con il bisogno negli occhi, pensare che l’amore avrebbe sistemato ogni cosa.

Capire con stupore che frammenti di verità erano nelle parole afone dei sordomuti

e che le schegge dei loro muti silenzi erano doni meravigliosi.

Inseguire le sillabe scomposte con il ritmo del dubbio che lacera il dentro, sapendo comunque che proprio il dubbio è la forza della vita in cerca di verità.

Accecato come Polifemo nella caverna buia della vita, afferrare che non è con l’apparenza che si colma il vuoto.

La vita e il suo assurdo bisogno di viverla.

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