Film d’autore

Melancholia – Lars Von Trier

L’inizio è solo poesia, immagini in slow motion di rara bellezza glaciale; sfiorati dalla musica di Wagner (prologo di Tristano e Isotta) progressivamente ti senti scavare dentro, sfregiare l’animo e chi ama farsi sfregiare  dall’arte trova un capolavoro.

Due sorelle Justine e Claire, un tempo unite, ma sempre più diverse, si amano e si odiano sullo sfondo di una catastrofe imminente, il pianeta blu Melancholia  in rotta di collisione con la Terra.

Due donne diverse, forse due volti della stessa persona, istinto e razionalità, depressione e normalità.

 Justine,  che non riesce ad essere felice nemmeno nel giorno delle sue nozze, sempre più vinta dalla depressione, una melanconia l’avvolge, smette di sognare, rifiuta l’ipocrisia del vivere  e difronte alla fine della vita sulla terra, trova la calma e il coraggio di accettare la caducità della vita.

Claire, la sorella, moglie premurosa e felice, donna razionale, circondata da una famiglia perfetta, ricca, educata, che davanti all’approssimarsi della catastrofe ha il terrore di perdere tutto e finisce vittima della paura, della fragilità dell’effimero.

Un film d’autore si valuta anche dai particolari e Lars Von Trier è una continua sorpresa:

una madre cinica e un padre amorale latin lover, lo strumento di misurazione del pianeta opposto al telescopio, è arcaico, intuizione contro ragione. Gli organizzatori del matrimonio e il maggiordomo della casa della sorella, tutto deve essere sotto controllo,perfetto nei minimi particolari, i calcoli scientifici, il regista sembra qui mettere alla gogna sia il controllo sociale, (il matrimonio), la sicurezza del perbenismo (la famiglia), le certezze scientifiche (i calcoli di John).

Melancholia si scontra con la terra, è la fine dell’umanità, la caducità della vita, la natura nella sua drammaticità ha il sopravvento, alla fine sembra quasi chiederci di capire la sua melanconica e nichilistica visione dell’universo in cui non c’è altro che la nostra vita destinata primo o poi a concludersi.

Un film che ha molteplici letture, dalla narrazione quasi mistica, di una forza simbolica rara, di un’ atmosfera profonda e inquietante, un film rigoroso e severo che traduce l’arte in capolavoro. 

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