Conosco

A. Rodin – Danae

Conosco 
la voce del lago 
l’andar d’onde 
l’acqua aspra 
conosco  
la rossa terra d’argilla 
le urla di gelo dei prati 
la trama di rami tra nebbie 
Ti guardo 
il tempo taglia la vita 
ho il sapore di un bacio 
su labbra dischiuse  
la dolcezza di mani  
sperdute tra le tue 
con l’anima senza vento 
sento l’origano 
profumare desiderio

Fin nelle pieghe del tempo

Maggie Cheung

L’occhio alacre scorse il niente, la mente esausta s’acquietò, la follia apparente celata, un’intera notte si svelò. Lascio il buio, i primi teneri bagliori abitano il viso.

Lungo il lago, tra le onde calme, sento il suono del giorno, brucia l’acqua il vento riottoso, finalmente  un sorriso morde gli occhi, le labbra timide parlano al tempo.

Corri come un fiume in piena, l’orologio della piazza è una luna che danza a cielo aperto, conto le ore vuote, sbalordito deraglio; beffarda è l’ultima maschera indossata, lì tra i capricci  dei corpi vivi, non ho parole.

Tu irrequieta tra lacci d’affetti, il corpo denudato, le dita fanno nodi di pelle, spumano le vene, incantati gesti lisciano il ventre, la voglia incide le carni, rantolano le emozioni.

Selvatica donna dagli occhi di seta, nel giardino degli agrumi, l’ultimo morso è un bacio. Esili echi gridano sogni.

Ora so di cercarti fin nelle pieghe del tempo.