Tra le mani l’aurora

Cosa c’è dentro da far  
abbaiare perfino l’acqua 
legati alla terra 
impigliati nel suo destino 
il lago ha il suo linguaggio 
l’onda si fa cielo 
l’età vita 
nulla regge al vento  
nemmeno il sogno più vero 
il colle lontano 
ha nidi tra l’erba 
l’aratro traccia solchi 
ti perdo ti ritrovo 
navigo ad occhi aperti 
cerco il tuo corpo 
nella cecità del buio 
ho tra le mani l’aurora

Cheongsam

Cheongsam /abito cinese

Smessa la pioggia, fermo il vento, il cielo libero, la stanza di nuovo rideva all’ultima luce della sera.

Lei con i suoi passi nervosi inghiottiva l’angusto spazio ai piedi del letto, rughe di battaglia sul viso, impulsiva, irrequieta con gli occhi urlanti. Lui, seduto in un angolo, guardava in silenzio il gesticolare delle sue ansie, gesti insistenti, ripetuti pieni d’ira, nulla per il verso giusto, un abito dopo l’altro provato e buttato sul letto, il colore, la forma, il tessuto, nulla la conciliava, la paziente attesa quasi svanita.

Avrebbe voluto imprecare, insultarla, ma lei era la sua vita, l’amava così selvatica e complicata, un’onda di passione torceva il suo cuore.

Lei si fermò ai piedi del letto, con lo sguardo scavava l’anima, sbottò improvvisa: -Non ho un abito decente, non so cosa mettermi stasera. – Le solite lamentele, con la mente rabbuiata, ogni impeto una sferzata.

Lui cercò di aiutarla a scegliere, cercò di rasserenarla per trovare l’armonia che c’era in lei, la sicurezza necessaria per indossare con eleganza un vestito, uno dei tanti appesi nell’armadio, tutto invano la burrasca non si acquietò, si alzò e l’abbracciò, la strinse a sé.

 Sentì il calore del suo corpo, una strana dolcezza dietro la cruda irrequietezza e in quella baraonda si sentì felice, viveva una matassa ingarbugliata che cercava di sfilare con amore. Posò sulle labbra di lei un bacio morbido, delicato, quasi di leggera innocenza, le dita di una mano tra i capelli, sfiorò con l’altra le guance già più distese, l’ascoltò di nuovo e poi con voce calma, persuasiva le sussurrò quale abito scegliere, la pregò di indossarlo per lui, la aiutò a sistemarselo. Un abito che lei aveva quasi dimenticato, sobrio e raffinato, un cheongsam, dal tessuto delicato, che fasciò il suo corpo di fantasie. Eleganza e bellezza di nuovo sorridevano,  insieme scesero i pochi gradini che davano verso l’esterno, andarono verso l’auto e una calda brace già serpeggiava nelle loro vene