Quel suo parlarmi

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Tra nebbie autunnali, l’aratro del tempo solca il campo della vita, tra pieghe e rughe scorre il vivere. Nel cielo velato in cerca di sole dorme la quiete, da rami ormai spogli cadono le ultime foglie, fragili e delicate, come tenere parole d’amore, dolce la solitudine di nidi vuoti. Lontano l’orizzonte gioca con le sagome delle colline, quasi inginocchiato ai loro piedi il lago ascolta la poesia delle sue onde. La voce dell’autunno lenta scorre tra i filari disadorni di vigne, accarezza le sterpaglie uccise dalla brina nei campi. Persefone ci ha lasciati, ora dorme la terra e il lago sembra assopirsi. Il lago, il lago è la mia vita, con i suoi silenzi, i suoi colori, le sue ombre, i suoi riflessi, riempie i miei vuoti di solitudine quasi un rito che mi accompagna giorno dopo giorno. Sento la sua dolcezza, la sua calma, la sua poesia, lo sbatter leggero delle sue onde, non so stare senza ascoltare quel suo parlarmi intimo da amico.

Quale poesia

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Goccia tenera

bacio nell’arida terra

nacque nel tempo

l’helleborus verità

dai petali bianchi

Selene gioì

al dolce sonno di Endimione

il desiderio mio

corse nella valle

tra vesti nude

vidi il tuo corpo

godetti della tua poesia

i tuoi occhi mai dimenticati

oggi nulla mi turba

se non la tua voce

che mi travolge la pelle

di notte ritorni

le carni trasalgono

Tu lo sai

quale poesia

amo della vita