Solitudine, amica mia

116

Parla il corpo, l’anima narra sentimenti, la voluttà si fa malinconia,
gli occhi muti chiudono il cuore.
Ora che tutto è globale, la nascita e la morte banali,
il dolore e la dignità rituali.
Ora che il vuoto, l’eccesso, l’apparire sono l’essere,
ora che siamo senza vergogna e non ci indigniamo più,
ora sappiamo cos’è la solitudine.
Ora cerchiamo quel vento tenace intimo e profondo che mai mente,
come il suono di un flauto è la voce che abbiamo dentro,
il senso delle parole mute, la sottile voglia di voler stare soli,
non c’è rivoluzione più intensa del pacato pensare in silenzio.