La bellezza dei colori

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Com’è difficile sedersi

accanto alla tua bellezza

mentre m’afferri per gioco

inciampo nel tuo corpo

tra le rughe della pelle

Una bellezza fragile

di una parola sussurrata

della voce del silenzio

Una bellezza leggera

del lago e delle onde

dell’alba e del tramonto

Dal vuoto arranca l’istinto

afferro i tuoi fianchi

la bellezza dei colori

mi sarchia la mente

M’accogli uccidendo

il mio eccesso d’orgoglio

la bellezza è l’urlo dell’eros

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Profonda l’eco

Schermata 2014-06-23 alle 23.37.27

profonda l’eco del silenzio

forte la parola muta

frugo nelle rughe della mente

inchiodato tra i tuoi sentimenti

 

avrei voluto baciarti

sparisti come il buio all’alba

c’è quiete qui attorno

la brezza parla al lago

tu vivi e io ti rincorro

 

I due olmi

olmodelcaucaso

Camminavo lungo il viottolo del lago, a pochi passi lei mi aspettava seduta su di una panchina del parco, leggeva un libro all’ombra di due olmi. Con leggerezza mi sedetti accanto, uno squarcio di lago ci faceva compagnia.

Seduto lì a fianco col silenzio che frugava nelle tasche della mente, ricamavo sogni e desideri in cerca di luce, più la guardavo e più i sapori dell’istinto forzavano la pelle.

I suoi gesti lenti, il suo leggere assorto, il suo modo di voltare le pagine con le dita, quanta eleganza nella sua gestualità, ecco tutto di lei mi prendeva. Conosciuta solo qualche settimana prima, eppure mi attraeva, orgogliosamente mi ostinavo di negare a me stesso che già l’amavo.

Avevo già letto anch’io quelle stupende pagine delle “Elegie duinesi”- … getta dalle tue braccia il vuoto e accresci gli spazi che respiriamo; sentiranno forse gli uccelli l’aria ampliata in più intimo volo – Un lamento esistenziale sull’inattendibilità dei sentimenti e sulle emozioni che solo l’arte può darti per superare la caducità dell’esistenza umana.

Ad un tratto l’abbracciai e con tenerezza le rubai un innocente bacio, quelle labbra morbide, appena schiuse, mi parlarono subito al cuore. Mi nascosi nei suoi occhi profondi, quanto mi consolava rifugiarmi in quegli angoli colmi di passioni, desideri e paure.

Poi lentamente gli accarezzai il viso, nacque improvviso un sorriso come uno zampillo. Lei arrossì, quanta delicatezza, quasi Venere nella conchiglia e io confuso da tale innocente rossore capii in quell’ora di tardo pomeriggio che quello era il fiore della mia vita.

Tutto era mutato in breve tempo dentro di noi, nel silenzio sentimmo un canto profondo a cui non potemmo resistere. Era la bellezza di una parola muta pensata e mai detta, era la tenerezza di un bacio rubato divenuto onda di vita. Era la dolcezza e la gioia intima di saper condividere un profondo sentimento, era lo sguardo pieno di speranza sul futuro.