Il volto del fallimento dell’europa

epa05337818 German Chancellor Angela Merkel (L) and Jean-Claude Juncker, President of the European Commission (R), during the (EPP) European People's Party's 40th anniversary at the European Convention Center in Luxembourg, 30 May 2016. EPA/CUGNOT MATHIEU

In questi volti si cela la responsabilità di portare al fallimento l’Europa.

I segnali di un’Europa in declino sono evidenti. Nelle ultime elezioni europee se si sommano le % di astensione e del voto dei partiti euroscettici era evidente il malcontento dei popoli nei confronti di questa Europa. In democrazia si dovrebbe ascoltare il senso del voto popolare, nessuno l’ha fatto, anzi si è creata una maggioranza che ha portato Junker alla presidenza su contenuti di un programma che sacrificano il livello di vita di intere fasce popolari per favorire la speculazione finanziaria, non c’è un intervento a favore del rilancio produttivo, si è spinto verso una strategia di repressione fiscale senza spostare capitali verso l’investimento e l’innovazione. Si è aumentata la spesa militare per iniziative della Nato che vanno ben aldilà degli interessi europei di difesa, si è finanziato loschi giochi di potere in Medio Oriente e in Ucraina, si sono penalizzate ulteriormente le esportazioni verso la Russia per scelte politiche errate. Non si è stati capaci di esprimere una minima strategia verso una massiccia immigrazione, si è spalleggiato finanziando paesi antidemocratici in combutta con L’Isis come la Turchia.

La Germania non ha rispettato accordi commerciali come i propri livelli di esportazione riducendo gli altri paesi europei al servilismo, si è voluto far entrare in Europa economie da terzo mondo solo per sfruttare la mano d’opera. Così si è accentuato la forbice nella ridistribuzione del reddito prodotto a favore del grande capitale delle multinazionali finanziarie.

Si è dato potere a centri finanziari non eletti come Banche Centrali, Fondo Monetario a discapito del voto democratico dei cittadini, chi comanda e governa in Europa non è la politica, ma l’alta finanza.

Si è fatto un’ Europa solo monetaria e per reggere tale mostro si sono penalizzati i ceti produttivi e popolari con politiche recessive e di esagerato prelievo fiscale, i risultati sono sotto gli occhi di tutti tranne che al governo europeo.

Ebbene dinanzi a tale disastro finalmente qualcuno sa agire concretamente contro.

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La finestra dell’estate

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Lo avverti nell’aria, perfino nelle vene, non è un giorno come gli altri, pieno di sole, di luce e caldo, è istintivo, stanco d’arsura in cerca di aria pura, è il solstizio d’estate. Nel rossore del tramonto c’è la stanchezza dei campi. Sento la voce del grano, l’odore della pula, la quiete dei silenzi d’ombra. Le labbra di rugiada baciano spighe piegate all’alba. Pigri papaveri giocano con rarissimi fiordalisi. La mia estate ha le rughe del tempo, ma ogni anno il solstizio ha l’urlo del corpo. Guardo il lago, calmo e ozioso, nella sera pago di riflessi respira l’odore del fieno, una farfalla notturna si tormenta con voli senza meta, ali stanche che si perdono nel primo buio. Ascolto le parole dell’estate, i corpi scoprono la nudità e il giorno che scompare ha il sapore della terra. Sogni e favole di breve durata, esili come la giovinezza di anni lontani.