Ascoltando E. Grieg

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   Più volte, eseguito da diversi interpreti, ho ascoltato il Concerto per piano e orchestra op 16 di E. Grieg, ma solo le esecuzioni di A.Rubinstein e E. Gilels riescono a darmi una profonda e intima sensazione di sublime.

Un qualcosa che parte dal dettaglio per raggiungere un insieme di chiarezza, una scansione del ritmo, un suono spogliato, denudato, che raggiunge una purezza estetica unica e assoluta.

Nelle loro esecuzioni c’è la bellezza del suono, la ricchezza del colore, la morbidezza onirica, il maestoso e poetico nello stesso tempo, solidità e raffinatezza nel fraseggio senza eccessi ridondanti. Una penetrante interiorità, una musicalità lucida, sobria, un’immensa espressività, una lettura matura e complessiva che solo due grandi artisti come Rubinstein e Gilels hanno saputo lasciarci in eredità.

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A zonzo

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Lascio a zonzo i pensieri

con tanti perché

Vedo barche e cielo

ma è me stesso che cerco

Conto tramonti e albe

t’aspetto vuoto dentro

dietro i vetri di un Caffè

Aspetto quel soffio di tenerezza

che c’è in te

 

 

FINALMENTE SE NE VA

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Il peggior Presidente degli USA degli ultimi decenni.

Premiato con il Nobel per la pace ha creato guerre drammatiche in tutto il Medio oriente con drammatiche conseguenze per il mondo occidentale. Insicuro, incapace nel prendere decisioni in autonomia, ha avvallato le scelte dei settori più retrivi dell’establishment, ha attuato politiche  che hanno determinato eventi drammatici come in Libia  e in Siria, arrivando addirittura a finanziare settori fondamentalisti che hanno ingrossato le file dei terroristi.

Ha protetto ad oltranza gli interessi di lobby finanziarie ed economiche impoverendo interi popoli, non è mai stato in grado di avviare azioni diplomatiche per risolvere controversie, ha perseguito l’espansione militare dell’armamento Nato  e finanziato guerre civili come in Ucraina. Ha fallito sul piano della diplomazia e della collaborazione internazionale con piccoli inganni e ricatti, è stato miope dinanzi ai grandi temi della pace.

Non ha accettato la sconfitta elettorale, cercando di negare la vittoria di Trump, in questi ultimi mesi ha mostrato il lato peggiore di se, un vero piccolo uomo.

TRUMP avrà mille difetti, ma sicuramente non è un uomo dell’establishment e questo è già una speranza.