Lì tra la bellezza delle spighe

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Lì tra la bellezza delle spighe,

in un sentiero quasi perso,

una dea dalle magre gambe

ha il volto di un’ombra di sole.

Avvolta in telo bianco porge

lo spacco generoso dei seni.

Malsicuro m’accosto alla figura,

le ore calde del giorno danzano pagane,

dentro il fuoco brucia scaglie di pudore,

è il solstizio d’estate d’impeto mi prende.

Sento il cuore annegato nei tuoi baci,

l’aroma delle tue labbra mi acquieta

come la luna il sole verso sera.

Amo il tuo corpo, il suo urlare

amo il papavero e i suoi morsi vermiglio.

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