A te

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Mia cara dolce compagna

sei l’acqua del mio lago

sei la mia terra amata

Quante parole mute

pensate e mai dette

hanno celato il mio amore.

Oggi, voglio ascoltarti,

ora so che saperti vicina

mi fa star bene.

 

 

L’alba è quasi in cielo

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Jack Vettriano

… una luce tenue già dà vita al lago, è l’alba. La voce, rauca delle onde del lago, sussurra nel silenzio; attorno la terra e il cielo sonnecchiano ancora, lontano l’orizzonte prende fuoco tra le sagome nere degli alberi. Ti sto aspettando dopo una notte insonne a sarchiare il nulla, annaspando tra il sapore della tua pelle e il desiderio errante da fiore a fiore. Il dentro, lo sento, cammina nel vuoto. Il tempo scorre senza fretta come l’acqua della fontana, lì vicino mi vieni incontro, hai passi decisi, chissà cosa pensi. Non so cantare la bellezza che hai, sobria, fresca, sto in silenzio a guardarti. Tu t’arresti, m’aspetti,  con un gesto tenero mi abbracci, so che mi accetti così come sono. Disarmato nell’animo, mi spoglio di ogni residuo d’orgoglio, tocco l’impalpabile leggerezza, ti rubo un piccolo bacio innocente, le tue labbra mi trafiggono dentro.

Due passi insieme e siamo seduti dinanzi a una tazza di caffè. Ti guardo ancora e tu sorridi, le tue labbra maliziose e allegre mi bruciano, la tua sensualità mi rode, non so dire che parole mute, incomprese, rumori nel silenzio. Amo il tuo profumo, amo tutto ciò che sei, fuori aldilà dei vetri c’è un volo di stormi, lasciano il canneto come speranze finalmente libere.

L’alba è quasi in cielo, tu e io di nuovo insieme, il silenzio ci dà respiro, incrociamo gli sguardi e sappiamo che nulla ci è proibito.