Come un miraggio


Era il suo stare seduta
il suo accarezzare i capelli
la sua voce calda. 
Era il suo parlare lento
il suo vestire sobrio
il suo abbozzo di sorriso.
Erano i suoi gesti curati
i suoi occhi stupiti
la sua innocenza apparente.
Era tutto ciò che mi attraeva.


Una notte gli ho rubato un bacio
ho stretto le sue mani tra le mie
quella vicinanza, quel calore
mi ha fatto scoprire quanto
bene gli volevo. 
Biascicai poche parole
svelando la mia fragilità,
come in un miraggio
ora tra le sue braccia
riesco a respirare

Se questa è la democrazia occidentale?

Se questi sono i leaders delle democrazie occidentali, siamo messi in cattive acque.
Ancora una volta anziché far prevalere la diplomazia nei rapporti con le nazioni a livello mondiale per rafforzare la pace e il disarmo, l’occidente ha preferito fare appelli di propaganda politica vuota, aumentando differenze e calpestando qualsiasi possibilità di confronto reale sulle questioni più urgenti.

Sotto l’ombrello


Tutt’attorno ronzavano 
bolle di sapone arrugginite
inciampate in falsi sogni.
Giorni consumati tra lenzuola 
di ricordi sconclusionati,
liberamente vissuti e conquistati.
Sotto l’ombrello un canto muto
abbiamo ballato convinti di avere
una tazza di mondo tra le mani.
Quanti occhi chiusi su finestre aperte,
rintanati in gherigli di vita
viviamo ora  sull’orlo d’infinito
certi che moralismi e ipocrisie 
hanno gambe corte come le bugie.

Sassoli, uno strano difensore dei diritti umani

Le dichiarazioni di David Sassoli, dopo le sanzioni russe nei confronti suoi e di altri funzionari UE in risposta alle sanzioni europee prese nel mese di marzo, sono alquanto sorprendenti: “… nessuna sanzione o intimidazione fermerà il Parlamento europeo o me dalla difesa dei diritti umani, della libertà e della democrazia.”

Sassoli quali diritti umani pensa di difendere? Quelli di Assange non di sicuro, visto che è trattenuto in carcere ingiustamente solo per aver svelato la verità sul sistema di spionaggio USA nei confronti delle nazioni alleate.

Non ha difeso i diritti del popolo catalano visto che in questa UE che si fa paladina di democrazia e libertà abbiamo i leader catalani eletti democraticamente dal popolo catalano in carcere.

Non ha difeso i diritti umani visto le sanzioni nei confronti del popolo Venezuelano e i finanziamenti europei al golpista Guaidò. Non ha difeso il popolo siriano visto i continui finanziamenti a fazioni mercenarie terroristiche in quel territorio e il sostegno a vergognosi bombardamenti fuori da ogni accordo internazionale.

Quando si vuol apparire quel che non si è; un politico genuflesso alle ideologie neoliberiste e al volere Usa, incapace di istaurare qualsiasi rapporto diplomatico. Un giornalista, buttatosi in politica, che si pavoneggia difensore di valori etici e di libertà ma manca di autonomia, carisma e onestà intellettuale.

L’UE ha bisogno di politici capaci di dialogare, capaci di prospettare politiche di pace e di disarmo, di collaborazione, non certo di personaggi alla Sassoli esecutori di politiche di divisione e di scontro che portano a rapporti tesi tra le nazioni e a pericoli di guerre.

L’attuale leadership europea ha fallito totalmente nella politica sanitaria, per scelte inopportune e in ritardo causando danni enormi alla popolazione e per nascondere questo fallimento si sollevano controversie con Russia e Cina disconoscendo una facile verità: il mondo migliora solo con la diplomazia, con la cooperazione e con accordi commerciali. Quando si ricorre a ritorsioni ideologiche, all’inasprimento dei rapporti diplomatici, a minacce e presenze militari, il mondo arretra e corre verso periodi di involuzione mettendo in pericolo la convivenza tra i popoli e la pace.

Seduti in stazione


Tutto è fermo
noi ad aspettare
la luna raggiunga il sole.
Quante cose non tornano
noi seduti in stazione
sognando un treno
mai in arrivo.
Non è balordo pensare
di andare oltre
se vogliamo fiori
per il domani

___ . ___


Everything is stopped
us to wait
the moon reaches the sun.
How many things do not add up
us sitting in the station
dreaming of a train
never coming.
It is not foolish to think
to go further
if we want flowers
for tomorrow

Il lago senza sorriso d’onda


Dentro le pareti, al di là di finestre chiuse
sento gente che fatica a respirare,
ombre di silenzio lunghi i viali solitari,
qualche passante senza parola, esausto.
Il cielo è buio, solcato da nubi maledette.
Sonnambulo, a zonzo, senza meta,
sofferta disperazione trattenuta tra labbra.
La luce non è più luce, ma triste riflesso,
il mondo è divenuto un angusto angolo.
Il lago senza sorriso d’onda
la riva assonnata quasi dimenticata.
Conosco l’inganno di questo vivere
ognuno assopito e rassegnato,
si sogna sull’orlo del precipizio
Ignudi dinanzi al pensare
sperando che la vita ritorni. 

___.___

The lake without a wave smile

Inside the walls, beyond closed windows
I hear people struggling to breathe,
shadows of silence along the lonely avenues,
some passerby without a word, exhausted.
The sky is dark, furrowed with cursed clouds.
Sleepwalker, stroll, aimlessly,
suffered despair held between lips.
The light is no longer light, but sad reflection,
the world has become a narrow corner.
The lake without a wave smile
the sleepy shore almost forgotten.
I know the deception of this life
each asleep and resigned,
you dream on the edge of the precipice
Ignudi in front of thinking
hoping that life will come back.

Oggi: ha senso il 25 Aprile

A me piacerebbe che da questo 25 aprile partisse una riflessione, comune ma non per questo omogenea, su quello che considero l’aspetto più singolare e straordinario della Resistenza italiana: il coraggio dell’invenzione di una società totalmente diversa che nessuno sapeva ancora come dovesse essere, perché i giovani partigiani non avevano avuto modo di sperimentare una democrazia in nessuna sua forma. La futura società per cui rischiavano la vita era dunque per loro un progetto tutto da verificare ma per il quale si era pronti a dare l’assalto al cielo.

Quel che tuttora più mi colpisce e mi entusiasma della Resistenza è la spregiudicatezza della sfida che, senza il salvagente di stati preesistenti e dei loro garanti, come era altrove in Europa, drappelli di ragazze e ragazzi provenienti da regioni diverse e che la guerra aveva casualmente aggregato su questa o quella montagna, hanno ingaggiato non per recuperare un passato conosciuto ma per conquistare un sistema del tutto sconosciuto che aveva però un pregio fantastico ed era perciò un obiettivo entusiasmante : si trattava di un mondo inesplorato ma sognato.

Proprio di questo coraggio oggi avremmo bisogno. Perché siamo arrivati ad una crisi, di cui la pandemia ha costituito solo l’allarme, così profonda per tanti aspetti tutti però intrecciati, che l’ipotesi di riparare, per farlo ancora vivacchiare, il modello attuale, nonostante qualche sicurezza che ancora garantisce, non interessa più a nessuno. O perlomeno non i più giovani.

Voglio dire che dobbiamo ritrovare quello stesso coraggio dei partigiani perché oggi è indispensabile per ripensare tutto, a cominciare dal nostro modello democratico.

Da quando nessuno sa più dove vengono realmente prese le decisioni che contano – certamente non nel Parlamento nazionale ma neppure in quello europeo visto che in realtà a dettar legge sono gli accordi del tutto privati fra i grandi gruppi multinazionali finanziari e/o industriali e i loro algoritmi – questa democrazia risulta a tal punto svuotata da apparire quasi inservibile.

stralcio da uno scritto di Luciana Castellina pubblicato dal Manifesto





Seduti di fronte

Seduti di fronte

gli occhi raccontano

tutto, senza parole.

Guardo il tuo viso

un mare di echi,

finisce il silenzio 

parlano i corpi, 

i tuoi gesti, sorridi 

come al primo sole,

una carezza 

sfiora la tua mano,

la tua pelle

è un riverbero di luce,

aggrappato come

a una gomena

inzuppato d’amore

ti guardo con lentezza.

Pochi istanti ancora

poi ti allontani di nuovo.

Incontri ravvicinati

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Una giornata di pioggia un po’ grigia, ma gli incontri che ho avuto mi hanno reso sereno, nella quiete di un bosco, con il freddo che pungeva le mani mi sono fatto prendere dalla voglia di fotografare

A rainy day a bit gray, but the meetings I had made me peaceful, in the quiet of a forest, with the cold that pricked my hands, I got caught up in the desire to photograph

Un gomitolo ingarbugliato

Allineo i giorni 

con le tue presenze,

oggi sanno di buono

le tue timide labbra.

Fioriscono i seni 

alle dita maliziose 

come petali al sole,

inciampo nei tranelli 

della audace tenerezza.

Pochi passi e mi dici 

che di nuovo devi partire,

ora so che ti amo di più

quando non sei qui.

Il cuore, se innocente,

è un gomitolo ingarbugliato

tu sai trovarne il bandolo.

Di Maio in peggio

Quando non si è all’altezza di ricoprire un incarico istituzionale si abbia almeno il coraggio di dimettersi. Di Maio invece, vanitoso fino all’inverosimile, sta distruggendo tutto ciò che la diplomazia italiana è riuscita a creare autonomamente nel passato.

Un servo, incapace di esprimere qualsiasi opinione, anche perché non supportato da cultura ed esperienze adeguate, sta mettendo in ridicolo il ruolo del nostro paese. Il suo continuo genuflettersi ai diktat Usa, ci impedisce qualsiasi miglioramento dei rapporti con Cina, Russia, causa danni grossolani alle esportazioni e all’industria italiana.

Si crede un grande diplomatico, ma è solo un servo delle decisioni altrui. Stiamo peggiorando i rapporti diplomatici con Nazioni che nulla hanno fatto all’Italia, anzi in tempi anche recenti ci hanno aiutato come Russia, Cuba, stiamo usando ritorsioni e sanzioni contro Iran, Venezuela, stiamo contribuendo a livello europeo ad allargare la presenza della Nato, dandogli un ruolo di gendarme nel mondo che non ci compete e non c’è nello Statuto Nato, ma questo è il volere Usa. Si deve e si può rimanere fedeli alla scelta atlantica, ma con una politica della distensione e del confronto diplomatico, invece siamo succubi come non mai alle scelte imperialiste e di dominio degli americani.

EMA: vergogna europea

Ci sono voluti parecchi decessi e oltre un mese di menzogne e banalità da parte dell’EMA perchè l’Agenzia delle Medicine Europea arrivasse a dire la verità oramai sotto gli occhi di tutti.

C’è legame tra il vaccino AstraZenica e i casi di trombosi, con parecchi decessi verificatisi in più parti d’Europa.

L’EMA è l’organismo che dovrebbe tutelare la salute dei cittadini e validare le medicine, ebbene hanno preferito tutelare gli interessi della Big Pharma AstraZenica, c’è da domandarsi a cosa servono questi organismi europei di controllo con funzionari superpagati se non rispondono alle istituzioni, ma alle imprese private. Sono organismi burocratici coinvolti in lotte di potere politiche (altrimenti non si spiega ostracismo verso altri vaccini) e rispondono agli interessi delle multinazionali farmaceutiche anziché alla tutela della salute dei cittadini europei.

Questa signora, presidente dell’EMA, Sabine Straus, ha anche confermato che i casi di coaguli trombosi sono da considerarsi “effetti collaterali con un‘incidenza rarissima”. Quindi nessuna restrizione all’utilizzo del vaccino della casa AstraZenica.

PS: Gli USA tramite il dott. Fauci hanno chiarito che il vaccino AstraZenica a loro non serve, in Serbia i cittadini anche quelli stranieri possono scegliere il tipo di vaccino da fare, in Olanda è sospeso, da noi è raccomandato per gli over 60 anni davvero un modo carino e umanitario per tutelare la salute degli anziani.

Una verità storica che si vuol dimenticare

Il 6 aprile del 1941 l’esercito dell’Italia fascista, partecipava all’invasione nazista della Jugoslavia. Per anni non solo le camice nere, ma le truppe regolari del nostro paese furono protagoniste di una feroce occupazione militare, di pulizie etniche e stragi feroci. Il generale Roatta, seguendo direttive dettagliate di Mussolini, fece assassinare migliaia di uomini, donne, bambini. 

L’aggressione e l’occupazione alla Jugoslavia è una delle vergogne della nostra storia, della quale non ci siamo mai scusati davvero e che anzi si è cercato di nascondere e persino ribaltare con la revisionista ricorrenza del giorno del ricordo.

Le rappresaglie ed i massacri che i nazisti e i fascisti attuarono in Italia tra il 1943 e il 1945, furono perpetuati dagli italiani in Jugoslavia. Questo dovremmo ricordare davvero, altro che i italiani brava gente.

Dietro le foglie dei sogni

Un urlo strozzato in gola

trattenuto a stento,

presto si libererà.

Non parole, qualcosa

tra rabbia e speranza.

Urlo urlato dentro

ha il gusto del silenzio

il rumore dell’assenza.

Nel cristallo della notte

il buio trasfigurò,

le parole ripresero senso.

Il lago ammutolito

dietro le foglie dei sogni

l’odore dell’infinito.

La caducità ci richiama

l’acqua dell’inquietudine.