La Parola vana

Uno zoo umano
dove tutto
è arido disumano
La parola vana
vite strappate, calpestate
un tugurio di fardelli
relitti umani 
in cerca di radice
Respiri precari
dov’è la dignità
di quella parte umana
che si crede civiltà
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Il ponte

Brooklyn Bridge  – 1914 (by Sulf)

Attraversando il ponte, qualcuno ha un grido di gioia, qualcun altro un muto silenzio, con passi morbidi la fantasia ritorna raccolta, senza fretta come il sole del mattino nella purezza sorvola l’acqua, anche la struttura in metallo pare prendere vita.

Un passo dopo l’altro l’abbandono ha il suo ritrovarsi, sorride il cielo con il suo seno azzurro, due ali ti accompagnano come braccia cingono i corpi, finalmente guardiamo senza pensare. Ovunque ci sarà un ponte si potrà respirare fragranza di vita nuova, perfino il ponte dell’arcobaleno unisce la terra al cielo.

Temo

Temo

la luce obliqua senza forza

il buio riottoso del pregiudizio

il sorriso del perbenismo eloquente

temo

la ricchezza ostentata senza dignità

l’ipocrisia veleno della ragione

le certezze del moralismo

temo

le stanche caviglie dell’ingiustizia

i muri eretti dalla storia

l’irruenza del falso progresso

temo

l’uomo e il suo egoismo vorace

il fragile incanto dei narcisisti

l’intelligenza ottusa dei supponenti

 

… annegherò tra flutti di dubbi

in cerca di un’alba d’etica.

Clandestino

 

L’abisso muto negli occhi

l’inquietudine nel cuore

scappasti da fame e indigenza

Ahimè solo annegasti nel deserto

d’indifferenza tra dune d’odio

Quanti muri ha la storia

quanti recinti senza orizzonte

quanti pregiudizi sfilacciano la mente

Liberi gli uccelli non hanno barriere

Volti amati perduti taciuti rinnegati

finiti nel gheriglio del dolore

Affetti recisi dignità squarciate

caparbia la voce minuta urlò

seppur tradita saccheggiata

dall’egoismo altrui

Un lampo squarciò la notte

cominciò albeggiare.

 

Le Parole mute

A due passi dal lago, c’è un angolo particolare, dove i salici solenni s’inchinano alla quiete dell’acqua,

io amo stare lì, è un piccolo bosco di faggi, frassini e qualche olmo.

Tra tronchi e rami sosta il silenzio, lì cerco e trovo la voce piacevole della solitudine.

Pacata, saggia, nitida mi parla con tono caldo e sincero, è qui che la natura semplice e matura

ha voce profonda, il gusto tondo di parole mute d’uomo.

T’inoltri nel sentiero e bastano pochi passi per sentire il piacere di essere solo,

raccogli religiosamente il silenzio,

lo indossi con cura, come fosse un abito da sera e ascolti quelle infinite voci che fanno di un corpo un uomo.

Ti guardi attorno e ogni stagione ti parla con i suoi colori, le sue sfumature, gli odori, i fruscii,

il cader di foglie o l’aprirsi di germogli e boccioli.

Tutto respira con te, a ritmo lento, come i passi, perfino gli occhi

stanchi di luci e vetrine ritornano alle forme consuete, ai particolari naturali, al normale,

alle cose semplici delle stagioni e della vita.

Riscopri l’eco, l’eco del silenzio, ancor più intensa e penetrante, tutto non ha più tempo.

Ostinato l’ascolto e m’artiglia dentro, non c’è ferita o dolore,

solo una piacevole sensazione di essere finalmente in armonia con me stesso.

Non c’è rivoluzione più intensa del pacato silenzio.

Ci vuole un’anima nuda, senza trame, lontana dal rozzo pensare,

per carpire ciò che cela l’eco del silenzio, l’intenso della quiete.

Non c’è aurora o tramonto che pur nella bellezza delle loro colorate invenzioni

possa eguagliare ciò che disegna dentro il silenzio.

A volte mi dico lascio qui la vita, avvolto da questo morbido drappo,

mi abbandono, qui trovo ciò che ho troppe volte cercato,

un angolo del tempo dove anche il più gelido soffio è calore,

è armonia di luce e ombre sul tuo cammino.

Qui tra le pieghe del tempo trovi il passato, frastagliato, raggomitolato,

ricomposto,

tagli le ansie, uccidi le follie, ritrovi margini e contorni nitidi,

le forme vive della vita, qui ami e incontri te stesso.

E’ il piacere della solitudine,

il senso delle parole mute d’uomo,

quella sottile voglia di voler stare soli

per gustare attimi intensi di  umana felicità.

** Dedicato a chi sa apprezzare le parole mute.