Addio a Giulio Giorello

 

Oggi ci ha lasciati Giulio Giorello, aveva 75 anni e la sua salute è andata aggravandosi dopo un lungo ricovero per Coronavirus. E’ stato un grande intellettuale, laureato prima in Filosofia nel 1968 e poi in Matematica nel 1971, è stato docente di Filosofia della Scienza all’Università Statale di Milano. Uomo di scienza , difensore convinto e tenace delle libertà individuali in tutte le sue forme, diresse la collana “Scienza e Idee” dell’editore Raffaello Cortina. Professatosi ateo rivendicò una visone laica della vita rispetto alle grette chiusure neoconfessionali oscurantistiche. Amava soprattutto il pensiero di quei filosofi spesso scomodi e irregolari ma di grande pensiero come Baruch Spinoza, Bertrand Russell. 
Con lui se ne va un intellettuale di grande competenza e cultura, i suoi interventi erano sempre su argomenti complessi riguardanti astronomia, filosofia, matematica, neuroscienze, bioetica, il suo pensare era sempre rivolto al superamento delle barriere tra il pensiero umanistico e quello scientifico.

viaggiare in treno nel tempo

unnamed-2

 

La storia delle ferrovie trae origine e procede nel suo svilupparsi di pari passo con quella delle grandi dinastie industriali europee.  Nei primi decenni dell’800 si edificarono grandi industrie soprattutto quella meccanica e della lavorazione del ferro, prodotti come cannoni, rotaie e macchine di ogni genere a vapore furono da traino per l’espansione della nuova era industriale. L’Italia per ragioni storiche e politiche intraprese questa via tra gli ultimi , le nostre attività industriali erano ben poca cosa se paragonate a quelle inglesi, tedesche e francesi.

La prima linea ferroviaria italiana fu costruita a Napoli nel  1836 e poco tempo entrò in funzione la Milano – Monza, la prima locomotiva interamente italiana venne costruita  nel 1854 dall’Ansaldo di Genova. Nel 1871 con il traforo del Moncenisio, nel 1880 del Gottardo in Svizzera e nel 1906 del Sempione si ampliarono le comunicazioni ferroviarie  verso l’Europa e si scavalcarono le Alpi.

E’ questa la realtà sociale e economica nuova quando nel 1879 a Milano sorsero le Ferrovie Nord Milano nei tratti Milano – Saronno prima e poi il tratto Milano – Erba.  In quel periodo a Milano fioriva il movimento letterario della “Scapigliatura” , alla Scala il pubblico partecipava alle musiche di G. Rossini e di G. Verdi. Nel 1881 la prima Grande Esposizione Industriale Milanese

La spinta per realizzare la ferrovia Nord Milano venne da un ricco cittadino belga Albert Vaucamps che presentò domanda preso il ministero a Roma, sul finire del 1875 si firmò la convenzione con l’autorizzazione del ministero per costruire la strada ferrata. In soli tre anni la ferrovia fu realizzata e inaugurata il 22 marzo 1879, poi sempre A. Vaucamps ottenne nel 1877 l’autorizzazione  per costruire in Brianza la Milano – Erba. Gli affari della società” Nord” andavano più che bene  e davano lauti guadagni agli azionisti, così dela 1988 in poi si completarono i tratti Como – Grandate, si collegarono Malnate e Varese con Laveno sul Lago Maggiore. Nel loro momento di maggiore espansione le “Ferrovie Nord Milano” raggiunsero 265 km di rotaie e più tardi si stabilizzarono su un tracciato di 218 Km ancora funzionante.

unnamed-3

USA: una falsa democrazia

Il nuovo inaudito atto di violenza della polizia USA nei confronti di un afroamericano, che ha portato all’uccisione per soffocamento di un uomo di 46 anni a Minneapolis, è lo specchio di una società ancora fortemente razzista.

Gli USA, che pretendono di insegnare a tutti nel mondo la società libera e democratica, danno un’ulteriore prova di essere invece una comunità con gravi problemi razziali, dove il potere repressivo va ben al di là di ogni limite democratico.

La stampa nostrana ancora completamente genuflessa al volere americano, anche in questa occasione manca di un’informazione obiettiva e veramente indipendente.

Alcune domande sulla vicenda Silvia Romano

Nessuna polemica è giusto fare sulla vicenda individuale della ragazza rapita, c’è da rallegrasi che sia ritornata a casa dalla sua famiglia sana e salva. Nessuna intromissione sulla sua scelta consapevole di aderire o no alla religione musulmana, mancherebbe che non si riconosca il diritto di libertà religiosa. Occorreva fare il possibile per riaverla, precisato questo però alcune domande vanno poste con decisione:

  • Come è possibile che alcune ONLUS continuino a mandare allo sbaraglio persone volontarie senza protezioni reali di sicurezza in taluni paesi a dire poco pericolosi.
  • Perché debba pagare il riscatto sempre e solo lo Stato e queste associazioni non pagano mai le conseguenze dei loro errori e misfatti.
  • Lo Stato pagando il riscatto per il rilascio ( si parla almeno di 4 milioni) finisce di fatto per finanziare bande di terroristi islamici.

Franco Cordero

C’è tanta tristezza nell’apprendere che oggi è deceduto Franco Cordero.
E’ stato autore di numerosi testi giuridici, tra cui una fondamentale opera come il ” Manuale di Procedura Penale” costantemente aggiornato negli anni. Scrittore e saggista di grande valore, polemista raffinato, uomo di grande cultura e spessore morale.
Con lui scompare un intellettuale tra i più raffinati e poliedrici della cultura italiana.
Nato a Cuneo nel 1928, ha attraversato l’intero secolo scorso lasciando una traccia indelebile non solo nel campo giuridico del diritto, ma anche in quelli del pensiero filosofico, teologico e della letteratura. Sono suoi i romanzi: Genus, Opus, Bellum civile, L’armatura, Savonarola, Morbo italico, l’ultimo suo lavoro “La tredicesima cattedra” uscirà  fra qualche settimana.
La sua etica lucida, incisiva e graffiante è una luce limpida di cui si ha un estremo bisogno ancora oggi.

Un grazie di cuore alla delegazione russa che ci ha aiutato a Bergamo

Il saluto della delegazione russa

Hanno lavorato per un mese e mezzo, fianco a fianco con i colleghi italiani nelle aree più infette, rischiando la propria salute: dottori ed esperti militari di decontaminazione russi hanno altruisticamente salvato vite umane, dimostrando resistenza nel contrastare la minaccia su larga scala del coronavirus. 

I militari secondo l’ambasciatore russo hanno svolto il loro dovere “onestamente e in maniera altamente professionale”. Alla cerimonia di saluto al contingente russo in Italia, guidato dal generale Sergey Kikot, era presente anche il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana. Durante la permanenza del contingente medico militare presso l’Ospedale da campo di Bergamo in Italia, 112 persone sono state ricoverate, 75 delle quali sono state dimesse. Gli specialisti della protezione chimica hanno disinfettato 114 case di cura, disinfettati 1.131 milioni di metri quadrati. locali, oltre 420 mila mq di aree aperte e strade”, ha precisato Razov.

Mentre i Russi lavoravano e davano un fattivo contributo a salvare vite umane a Bergamo, i giornalisti spazzatura del giornale La Stampa di Torino e di qualche altra testata genuflessa,  li criticavano senza ritegno, ma si sono ben guardati dall’andare sul luogo a verificare l’operato di chi, anziché stare dietro le scrivanie a pancia piena, erano in prima linea nella lotta al coronavirus.

Di persone qualificate e capaci di dare un contributo ne abbiamo bisogno, di giornalisti Quaquaraquà e parassiti no.

PS: Un ringraziamento e un saluto affettuoso va esteso anche alle delegazioni cubane e albanese, agli aiuti cinesi e a tutti quelli che ci hanno dato un sostegno concreto dimostrando una grande umanità in questa drammatica crisi del coronavirus.

Nessuna revisione storica

Piazzale Loreto 28 Aprile 1945

Non c’è rilettura o mistificazione storica che può attenuare la responsabilità e la vergogna del ventennio fascista
 
 
Nei libri di scuola spesso si tralascia di raccontare e educare al significato della lotta partigiana, ai valori della Resistenza di democrazia e libertà.  
Non si parla dei lager, delle persecuzioni fasciste, dell’assassinio di Matteotti, dei fratelli Rosselli, dei fratelli Cervi, di come chiunque avesse idee diverse dal fascismo, venisse arrestato e incarcerato, di come furono deportati ebrei, intellettuali, attivisti democratici.
Va ricordato il ruolo decisivo di operai e contadini nella lotta per la libertà durante il ventennio fascista. 
 
Durante il fascismo dai Tribunali speciali furono celebrati circa 5600 processi
Di questi 5600 processi, 4600 furono celebrati contro operai e contadini. La classe lavoratrice si è conquistata un posto nella Storia per sua virtù e sacrificio e non intende essere spodestata.
Non c’è revisione o occultamento storico che può attenuare la responsabilità e la vergogna di chi ha sostenuto i misfatti criminali del periodo fascista. 
La Storia non si può cambiare ciò che hanno fatto i fascisti non va mai dimenticato.
 
Il 25 Aprile è la data storica del trionfo di chi ha lottato per la libertà contro il fascismo, sta a significare e ricordare il valore e la dignità di chi era dalla parte giusta, di chi ha lottato per avere libertà e democrazia contro chi invece ha sostenuto criminali fascisti che hanno distrutto il paese portandolo alla dittatura e alla Seconda Guerra Mondiale.

La gente comune che allora ha simpatizzato e scelto il fascismo si può presumibilmente comprendere, ma non giustificare per la scelta grave e errata fatta, dato il momento storico,
i fascisti di oggi sono invece dei veri codardi perché aderiscono ad un idea aberrante e godono della libertà conquistata con enormi sacrifici e spesso con la vita da chi ha scelto la democrazia.


PS: Chi mistifica la storia o cerca di attenuarla sappia che Piazza Loreto è stata scelta per esporre i corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci perché proprio lì la famigerata Legione fascista MUTI il 10 agosto 1944 ha fucilato 15 partigiani.

Oggi giorno di memoria genocidio degli armeni

Oggi 24 Aprile è la giornata del ricordo del genocidio del popolo armeno da parte dei turchi dell’Impero Ottomano, 105 anni fa cominciò il massacro delle popolazioni armene che causò 1,5 milioni di morti.

Nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1915 vennero arrestate e deportate migliaia di intellettuali, giornalisti, politici e personalità di etnia armena, avviate con lunghe marce verso l’interno dell’Anatolia e uccisi durante il trasferimento. Queste marce furono organizzate con la supervisione di ufficiali dell’esercito tedesco in collegamento con l’esercito turco, secondo le alleanze tra Germania e Impero Ottomano e si possono considerare come ” una prova generale” di quello che poi la Germania perpetrò ai danni dei deportati nei lager durante la Seconda Guerra Mondiale.

La responsabilità storica della Germania, della sua ferocia nei confronti degli altri popoli, in fatto di genocidi e deportazioni è impossibile da dimenticare e ancora meno da perdonare.

PS: “La masseria delle allodole” è un romanzo scritto da Antonia Arslan e racconta la storia di una famiglia armena che nel maggio 1915 venne distrutta: gli uomini e i bambini maschi furono trucidati dai turchi e per le donne cominciò un’odissea segnata da marce forzate, umiliazioni e crudeltà.

Scienza, non opinioni, per il Coronavirus

Finalmente qualcosa di più certo e sicuro comincia emergere a proposito del Coronavirus. Proprio ieri sera, una scienziata biologa italiana che lavora presso un Centro di ricerca a Zurigo, su TV 7 ha spiegato con chiarezza come è possibile concretamente capire se un virus è stato modificato artificialmente in un laboratorio o se proviene da mutamenti dal mondo animale. I mutamenti dal mondo animale avvengono per gradi, per singoli pezzi del DNA del virus, sono frazioni, tratti sempre brevi, mentre quelli modificati in laboratorio presentano tratti sempre più estesi, più lineari, ebbene il Coronavirus da dati scientifici accertati dagli studiosi per le caratteristiche del suo DNA non proviene da modifiche da laboratorio. Lo stesso responsabile dell’Istituto Pasteur di Parigi sostenendo e confermando come vero questo dato scientifico acquisito, ha demolito sul nascere la tesi di Luc Montagnier circa le modifiche artificiali da laboratorio del virus.

Questo è quanto finora acquisito e accertato da chi nei Centri di Ricerca del mondo scientifico specificamente ha analizzato e studiato il DNA del virus. La pandemia in atto la si sconfigge con la scienza, studi e ricerche concrete e non con opinioni o superficiali tesi complottistiche.

Se poi ambienti politici interessati per calcolo politico e certi  giornalisti per avere notorietà, senza competenza scientifica specifica sostengono notizie da quattro chiacchere al bar, allora siamo dinanzi a fake news, c’è da chiedersi anche perché taluni media riprendono queste storture dando spazio a vera disinformazione.

Mentre si cerca, in tutto il mondo, di contenere e sconfiggere il virus della pandemia che sta causando troppi morti, occorre tenere a bada anche il virus politico, di chi specula politicamente e spudoratamente senza considerare che certe insinuazioni e imposture politiche possono anch’esse creare danni in questo momento di difficoltà sanitaria e economica mondiale.

La vergogna delle RSA

In questi giorni si sono aggravate le situazioni di contagio nelle RSA,  dove i malati e i decessi hanno raggiunto percentuali alte. Le Residenze Sanitarie Assistenziali erano e sono le realtà più fragili, dove maggiore deve e doveva essere l’attenzione e gli interventi preventivi.  Qui sono ricoverate le persone che hanno bisogno più di altri di assistenza, aiuto e protezione sanitaria.

Leggo dichiarazioni, dove si cerca da parte dei dirigenti sanitari ATS di attenuare le preoccupazioni e di dire che tutto è sotto controllo. Certo è un bel dire tutto “sotto controllo” mentre ci si ammala e si muore, lì dove si dovrebbe essere protetti e aiutati.

Ebbene le RSA sono dirette da Consigli di Amministrazione, dovrebbero essere seguite  e controllate dalle ATS , sono dotate di Direttori e Presidenti, occorre fare chiarezza su come hanno agito questi istituti sia pubblici che privati, si devono cercare le responsabilità di chi non ha agito preventivamente, di chi non ha applicato preventivamente norme di sicurezza sanitaria, di chi per non spendere non ha acquisito mezzi e strumenti per sanificare e mettere in sicurezza queste realtà. Ora le sottovalutazioni e le lentezze nel non agire, le burocratiche scuse nel scaricare responsabilità ad altri, la superficialità colpevole di chi doveva fare e non ha fatto, si pagano con la morte di chi non ha colpe.

Mi auguro che la magistratura appuri pienamente, senza tentennamenti e perdita di tempo, le responsabilità di chi si è comportato da notabile irresponsabile, indegni di rimanere dirigenti sanitari

Papa Francesco accusa tante Ong, apparati elefantiaci che drenano risorse destinate ai poveri

Città del Vaticano – Giallo sulle parole del Papa e sull’accusa rivolta a tante organizzazioni umanitarie di lucrare indirettamente sui fondi destinati alla carità. Difficile affermare a chi o a cosa si riferisse in un passaggio della predica durante la messa a Santa Marta, sollevando – in particolare – il problema dei costi fissi relativi ad apparati elefantiaci dove il mantenimento delle strutture finisce per drenare risorse importanti che dovrebbero, invece, essere destinate ad aiutare sul campo progetti di carità. Anche recentemente, a livello internazionale, sono finite sotto la lente d’ingrandimento organismi importanti e diverse ong accusate di essere ben poco trasparenti sull’uso del denaro e sul rapporto tra costi strutturali e progetti. 

«Vorrei soffermarmi su una parola di Gesù, sei giorni prima della Pasqua: siamo alle porte della passione, Maria fa un gesto di contemplazione, Marta serviva e Giuda pensa ai soldi, pensa ai poveri, ma non perché gli importava dei poveri ma perché è ladro, e siccome teneva la cassa prendeva quello che vi mettevano dentro. Questa storia della amministrazione non fedele è sempre attuale, sempre ce ne sono, anche ad alto livello; pensiamo ad alcune organizzazioni di beneficenza, umanitarie che hanno tanti impiegati. Tanti. Quando c’è una struttura molto ricca di gente alla fine arriva ai poveri il 40 per cento perché c’è sempre da pagare gli stipendi a tanta gente. E’ un modo per di prendere i soldi dei poveri” ha affermato Francesco, mettendo l’accento sulla sottrazione di risorse per mantenere apparati elefantiaci nonostante le risorse raccolte siano destinate ai poveri.

Francesco ripete che Gesù più volte intreccia la sua predicazione con la difesa dei poveri. «I poveri li avete sempre con voi, e questa è una verità». 

Per il Papa troppo spesso la dimensione della miseria e della povertà finisce per passare in secondo piano, quasi negata da chi dirige o amministra. I poveri nascosti, sono fantasmi negati. «Non li vediamo perché entriamo in questa cultura della indifferenza,che è negazionista». Alla fine i poveri diventano quasi un arredo urbano. «Come le statue, come se fosse una norma, parte di un ornamento della città». 

Infine punta il dito sui sistemi finanziari squilibrati e ingiusti e i poveri diventano il prodotto delle ingiustizie strutturali delle economie mondiali. 

Il Papa ha informato che ci sono tanti poveri del ceto medio che ormai provano vergogna a non arrivare alla fine del mese e bussano alle porte delle strutture. Pensare ai poveri «non è essere comunisti». 

06/04/2020

Articolo ripreso da Il Gazzettino.it 

Sala: la superficialità del Sindaco di Milano

Da oggi in tutta la Lombardia è fatto obbligo con un ordinanza regionale di uscire (rispettando le regole) con una mascherina o almeno qualcosa che copra naso e bocca.

Un provvedimento che andava preso già da tempo e che serve sia per chi è portatore asintomatico e per chi è sano, una soluzione che permette di rallentare o evitare di diffondersi del virus.

Ebbene il Sindaco di Milano Sala l’ha definito disorientante. Nella sua polemica pretestuosa quanto banale troviamo tutta la superficialità di chi vuole strumentalizzare politicamente ogni provvedimento e non sa proporre nulla di concreto.

In questi giorni abbiamo assistito al vergognoso agire di alcuni sindaci delle città amministrate dal centrosinistra di addossare responsabilità e manchevolezze solo ai governatori delle Regioni del Nord.

Pur essendo una persona che ha sempre votato a sinistra credo che chi ha gravi e maggiori responsabilità in questa emergenza sia il governo che ha accumulato troppi errori e ritardi, dimostrando una certa confusione e indecisione nell’agire concretamente.

Un minimo di obiettività e di serietà nel fare un’analisi della situazione dovrebbero averla proprio chi sta al governo.

PS: in un momento di emergenza come quello attuale sembra che i nostri politici o amministratori si divertano a dire e fare stupidaggini, dimostrando la superficialità dell’attuale classe politica. Che dire delle affermazioni assurde di Salvini che vorrebbe aprire al culto le chiese per Pasqua, una banalità pericolosa dietro all’altra.

 

SANITA’: l’avvoltoio PD e le responsabilità di Conte

Al PD non interessa uscire da questa emergenza, il loro attuale pensare è rivolto a centralizzare nuovamente la sanità nelle mani di Roma.

Certamente questa emergenza ha dimostrato una certa inadeguatezza e a volte un vergognoso rimpallarsi responsabilità tra Regioni e Governo. Di sicuro troppe cose non hanno funzionato a dovere.

Tuttavia nei primi due mesi gennaio e febbraio, di stupida superficialità, il governo anziché attrezzarsi per l’emergenza, procurarsi mascherine e ventilatori, attrezzature sanitarie, formulare protocolli sanitari ha preferito dire che era un’influenza banale e poco più. Chi doveva agire ha preferito assistere all’arrivo del virus, c’era chi come il ministro Di Maio si faceva baldanzosamente fotografare all’aeroporto ad ogni rientro dei nostri concittadini dalla Cina.

A tal riguardo nessuno dimentichi che a febbraio chi diceva di attrezzarsi perché il virus era una cosa seria (virologo Burioni e governatori del Nord) veniva schernito e accusato di essere razzista, proprio dai rappresentanti del Governo e del Pd, per non parlare di Renzi. Non si è voluto mettere in quarantena chi rientrava dalla Cina, non si sono date disposizioni con protocolli seri di come i presidi sanitari dovevano prendere in carico gli ammalati, anzi si è stabilito che si doveva fare il tampone solo a chi proveniva dai luoghi dove c’era il virus e solo se aveva manifestato sintomi gravi. Questa superficialità ha portato a diffondere il virus. Poi insensata oltre che vergognosa è stata la decisione del Governo, le competenze erano del governo di Roma, di non fare zone rosse subito per isolare i focolai come a Bergamo e a Brescia. Si è tardato a chiudere le attività non essenziali e si sono lasciate aperte troppe fabbriche, dove i lavoratori non avevano mezzi di protezione.

Il Governo non ha fatto le zone rosse come richiesto dalla Regione Lombardia, la Regione può solo chiederle non può farle, ci sono diritti costituzionali, Conte non le ha volute, sua e grave è la responsabilità

Infine con molto ritardo si è capito che mancavano le mascherine, i ventilatori, ma oramai il guaio era fatto e ora abbiamo 10000 malati tra il personale sanitario e 69 medici deceduti. Cosa poi dire dei ritardi della burocrazia romana tramite la Protezione civile, nel reperire attrezzature, si è arrivati al grottesco di far arrivare a Milano e in Campania mascherine non idonee per uso medico, definite dal Governatore campano mascherine per il coniglietto Bunny.

Questi fatti sono la vergogna di chi doveva agire e non lo ha fatto in modo adeguato.

Il Governo si prenda la responsabilità di ciò che fin da gennaio e febbraio doveva fare e non ha fatto per superficialità.

Il PD anziché fare un serio esame di coscienza cerca di scaricare la colpe di Roma sulle Regioni per centralizzare la sanità e continuare come nel passato con corruzione e bustarelle.

Non parliamo poi dei media (giornali e TV ) per giorni ci hanno incitato a sottovalutare il virus e oggi lacchè di stato vogliono aprire per assecondare settori insensibili ai morti come Confindustria e certi politici loro degni rappresentanti, primo fra tutti il “bomba” Renzi.

Il giornale ” La Stampa” di Torino leggendolo in questi giorni sembra rimasto all’epoca della guerra fredda, del resto chi vive di soldi statali più che delle proprie vendite è costretto a vendersi per quattro denari.